
Silicone vs Poliestere: Quale Materiale da Impronta Scegliere nel 2025
Silicone A-silicone o poliestere? Un confronto tecnico completo su precisione dimensionale, stabilità nel tempo, compatibilità con scanner e workflow digitale per scegliere il materiale da impronta giusto ogni volta.
In breve
Il silicone per addizione è il gold standard per la maggior parte dei casi protesici grazie alla massima stabilità dimensionale, mentre il poliestere eccelle nella rigidità e nella precisione in zone sottogengivali strette. La scelta dipende dal workflow, dal tipo di caso e da quanto a lungo passerà prima della colata o della scansione.
Silicone vs Poliestere: Quale Materiale da Impronta Scegliere nel 2025
Il silicone per addizione (A-silicone, o PVS) è ancora il materiale da impronta più versatile e affidabile per la protesica fissa. Il poliestere è più rigido, più preciso in certi contesti sottogengivali, ma impone tempi e logistica più stringenti. Né l'uno né l'altro è universalmente superiore: dipende dal caso clinico, dal workflow del laboratorio e, sempre più, dalla compatibilità con il flusso digitale.
Vediamo i dati.
Perché la scelta del materiale da impronta ha ancora senso nel 2025
Con la diffusione degli scanner intraorali, qualcuno potrebbe chiedersi se questo confronto abbia ancora senso. La risposta è sì — e per almeno tre ragioni concrete.
Prima di tutto, una quota rilevante di studi dentistici italiani utilizza ancora le impronte fisiche come metodo primario o come backup. Secondo dati ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani, rapporto 2023), la penetrazione degli scanner intraorali negli studi italiani è intorno al 38-42%: la maggioranza lavora ancora con materiali tradizionali, o in modalità ibrida.
In secondo luogo, anche quando si usa uno scanner intraorale, capita di digitalizzare impronte fisiche per casi particolari (pazienti anziani, riflesso faringeo marcato, arcate difficili), trasformandole in file STL tramite scansione da banco. In quel frangente, la qualità del materiale da impronta condiziona direttamente la qualità del file digitale.
Terzo: nel flusso full-arch implantare, l'impronta con transfer open-tray su poliestere rimane una tecnica consolidata anche nei contesti più digitalizzati, come verifica della posizione implantare.
I due materiali: caratteristiche chimiche di base
Il silicone per addizione (polivinilsilossano, PVS o A-silicone) polimerizza tramite una reazione di addizione tra un idruro di silicone e un vinilsilossano, in assenza di sottoprodotti volatili. Questo lo rende dimensionalmente molto stabile nel tempo.
Il poliestere (polyether, PE) polimerizza tramite apertura di anelli ossiranici, con una reazione che produce un materiale altamente idrofilo e rigido, con basso angolo di contatto sull'acqua — caratteristica che gli conferisce un'eccellente capacità di scorrimento in ambiente umido.
Entrambi sono classificati come materiali da impronta elastici irreversibili secondo la norma ISO 4823:2021, che ne regola classificazione, requisiti meccanici e test di stabilità dimensionale.
La norma ISO 4823:2021 suddivide i materiali da impronta elastici in Tipo 0 (putty), Tipo 1 (heavy body), Tipo 2 (medium body) e Tipo 3 (light body), in base alla viscosità. Sia il PVS che il poliestere sono disponibili in tutte e quattro le consistenze, ma il poliestere ha un range di viscosità più ristretto e raramente è disponibile in formulazione putty vera e propria.
Confronto tecnico: i parametri che contano davvero
La letteratura scientifica su questi due materiali è solida e abbondante. Ecco i parametri principali con i valori di riferimento.
| Parametro | A-Silicone (PVS) | Poliestere |
|---|---|---|
| Stabilità dimensionale (24h) | ≤ 0,5% variazione (ISO 4823) | ≤ 0,5% variazione (ISO 4823) |
| Stabilità dimensionale (7 giorni) | Eccellente, praticamente invariata | Deterioramento misurabile per assorbimento idrico |
| Riproduzione del dettaglio | 20–50 µm (light body) | 15–30 µm (light body) |
| Idrofilia | Moderata (angolo di contatto ~80–100°) | Alta (angolo di contatto ~30–50°) |
| Rigidità a fine presa | Media-bassa (Shore A 40–70) | Alta (Shore A 60–80) |
| Tempo di lavoro (light body) | 90–120 s | 60–90 s |
| Tempo di presa (light body) | 4–6 min | 3–4 min |
| Compatibilità con gesso | Buona (surfactante necessario) | Eccellente (idrofilo intrinseco) |
| Compatibilità con scanner banco | Eccellente | Buona |
| Odore/tolleranza paziente | Neutro, buona tolleranza | Leggermente astringente |
| Costo per impronta indicativo | €1,5–3,5 | €3–6 |
Fonti: ISO 4823:2021; Imbery & Nehring, Quintessence International (2020); Lacy et al., Journal of Prosthetic Dentistry (2022)
Precisione dimensionale: un pareggio con sfumature
Entrambi i materiali raggiungono precisioni comparabili nelle prime ore dopo la rimozione dal cavo orale. La differenza emerge nel tempo: il poliestere, essendo idrofilo, tende ad assorbire umidità e a modificarsi dimensionalmente se la colata viene ritardata oltre le 2-3 ore o se l'impronta viene conservata in ambiente umido.
Uno studio pubblicato su Dental Materials (Petrie et al., 2019) ha misurato la deformazione dimensionale di sei materiali da impronta commerciali dopo 24 ore e 7 giorni. Il PVS ha mostrato variazioni medie di +0,09% a 7 giorni; il poliestere di +0,31%, con differenze statisticamente significative per le distanze inter-moncone nelle arcate complete.
Per il laboratorio, questo significa che se l'impronta arriva dal corriere dopo 24 ore, il PVS è già superiore al poliestere. Non per la qualità iniziale, ma per la resilienza logistica.
Idrofilia: il vantaggio reale del poliestere
L'idrofilia del poliestere è spesso il motivo principale per cui viene scelto. Un angolo di contatto sull'acqua più basso significa che il materiale scorre meglio nei solchi sottogengivali umidi, anche in presenza di tracce di sulcular fluid. Questo si traduce in impronte più fedeli del margine in preparazioni profonde.
Nel nostro laboratorio, quando arrivano impronte di preparazioni implantari con margine 1,5 mm sottogengivale, la differenza tra un'impronta in poliestere gestita bene (ritrazione + emostasi corrette) e una in PVS si vede — soprattutto sulle corone singole anteriori. Il margine del poliestere è spesso più nitido, con meno bolle microscopiche.
Detto questo, i PVS di ultima generazione con surfactante idrofilico integrato (es. formulazioni "hydrophilic" di 3M Imprint 4 o Zhermack Hydroris) hanno ridotto significativamente questo gap, avvicinando l'angolo di contatto a 50–60°.
I PVS "hydrophilic" di nuova generazione riducono l'angolo di contatto fino a 50–60°, contro i 30–50° del poliestere. Nella pratica clinica, con una buona retrazione gengivale, la differenza nella qualità del margine è spesso irrilevante. La gestione del solco conta più del materiale.
Rigidità: il doppio volto del poliestere
La rigidità del poliestere è un'arma a doppio taglio.
Pro: maggiore rigidità significa che l'impronta si deforma meno durante la rimozione dal cavo orale, specialmente in presenza di sottosquadri interprossimali o di abutment implantari multipli. In architetture full-arch con 4-6 transfer, il poliestere mantiene le relazioni spaziali meglio di un PVS morbido.
Contro: nei pazienti con ritenzioni importanti (denti affollati, diastemi, restauri angolati), la rigidità può rendere la rimozione difficoltosa o causare rottura parziale dell'impronta. Nei pazienti anziani con mucose fragili, il poliestere può causare discomfort.
Compatibilità con il flusso digitale
Questo è un tema che spesso non viene trattato nelle comparazioni classiche, ma che per noi è diventato centrale.
Quando un'impronta fisica viene digitalizzata con scanner da banco (es. 3Shape D2000, Roland DWX, Medit T710), la qualità della superficie del materiale influenza direttamente la qualità del file STL. In particolare:
- Il PVS ha una superficie opaca e non riflettente che interagisce molto bene con la luce strutturata degli scanner da banco. La scansione è rapida e produce mesh pulite con pochi artefatti.
- Il poliestere ha una superficie leggermente più lucida e, soprattutto, la rigidità strutturale permette di inserire l'impronta nel porta-impronta fisso dello scanner senza deformazioni.
In pratica, entrambi funzionano bene. La nostra esperienza è che il PVS richiede meno post-processing della mesh, mentre il poliestere dà migliori risultati nelle zone profonde grazie alla ritenzione del dettaglio.
Se invii impronte fisiche a un centro di fresatura per la digitalizzazione, verifica sempre i requisiti del loro scanner. La maggior parte accetta entrambi i materiali, ma alcune workflow guideline raccomandano la colata in gesso tipo IV prima della scansione — soprattutto per poliestere conservato oltre 4 ore.
Grafico: stabilità dimensionale nel tempo
Quando scegliere cosa: guida alle indicazioni cliniche
Scegli il PVS (A-silicone) se:
- Il caso prevede preparazioni sovragengivali o a livello della gengiva (corone anteriori, inlay/onlay)
- L'impronta deve essere spedita a un laboratorio esterno e il ritardo di consegna è incerto
- Hai un paziente con riflesso di vomito accentuato (il PVS è generalmente meno rigido e più confortevole)
- Devi eseguire una seconda impronta di controllo: il PVS è più economico e lo scarto di materiale pesa meno
- Il workflow prevede digitalizzazione dell'impronta tramite scanner da banco
Scegli il poliestere se:
- Il caso ha margini sottogengivali profondi (≥ 1 mm) e la retrazione gengivale è difficoltosa
- Stai eseguendo un'impronta implantare con transfer open-tray su più impianti, dove la rigidità è critica
- La colata verrà eseguita entro 2-3 ore in laboratorio proprio
- Il paziente ha una saliva abbondante e non riesci a ottenere un campo asciutto sufficiente
- Stai lavorando su un caso dove la riproducibilità del dettaglio a livello del margine è la priorità assoluta
Un caso che illustra bene la differenza
Qualche mese fa ci è arrivata un'impronta per un caso di tre corone su 14, 15, 16 — preparazioni con margine intrasulculare di circa 1 mm, su un paziente con gengiva sottile e scarso accesso interdentale sul 14. L'impronta era in PVS standard, eseguita il giorno prima e consegnata il mattino seguente (circa 18 ore di attesa).
La stabilità del PVS aveva preservato perfettamente le relazioni inter-moncone. Ma il margine del 14, in una zona dove il sulcular fluid era evidente, presentava un'interruzione di circa 0,8 mm — insufficiente per disegnare il margine digitale in modo certo. Abbiamo dovuto contattare lo studio per una nuova impronta, stavolta con poliestere e indicazione a colare entro 2 ore.
Il risultato della seconda impronta era nettamente migliore sul margine critico. La lezione: il PVS vince sulla logistica, il poliestere vince sul margine sottogengivale difficile — ma solo se la logistica è sotto controllo.
Compatibilità con i principali gessi e materiali da colata
| Materiale da impronta | Gesso tipo IV | Gesso tipo III | Colata in resina epossidica |
|---|---|---|---|
| PVS standard | ⚠️ Richiede surfactante o attesa 30 min | ✅ Buona | ✅ Eccellente |
| PVS hydrophilic | ✅ Buona diretta | ✅ Ottima | ✅ Eccellente |
| Poliestere | ✅ Eccellente (idrofilo) | ✅ Ottima | ⚠️ Può inibire alcuni sistemi epossidici |
Il PVS standard contiene residui di zolfo che possono interferire con la presa del gesso tipo IV. I PVS moderni con surfactante o le formulazioni hydrophilic hanno risolto questo problema nella quasi totalità dei casi. Fonte: van Noort, Introduction to Dental Materials (5ª ed., Elsevier, 2021)
L'impatto sul workflow digitale a Dentra
Nel nostro processo di ricezione di impronte fisiche per casi fresati, la qualità del materiale e la tempistica di consegna sono due variabili che incidono direttamente sulla fattibilità della digitalizzazione.
Quando un'impronta in PVS arriva intatta dopo 24-48 ore di spedizione, nella maggior parte dei casi possiamo digitalizzarla direttamente con lo scanner da banco e procedere con la progettazione CAD senza necessità di colata intermedia. Questo comprime il workflow di almeno un giorno.
Quando invece il caso è complesso — full-arch, margini profondi, transfer implantari — raccomandiamo sempre la colata in gesso tipo IV entro poche ore dalla presa e l'invio del modello piuttosto che dell'impronta. In questi scenari, la scelta del materiale (PVS o poliestere) diventa meno critica perché il modello gessato è l'oggetto fisico da digitalizzare.
Domande frequenti
Il PVS può essere utilizzato per le impronte implantari?
Sì, ma con alcune cautele. Per impronte a cucchiaino aperto (open-tray) con più transfer, il poliestere è generalmente preferito per la sua rigidità, che mantiene i transfer in posizione durante la rimozione. Il PVS è invece adeguato per impronte con transfer a cucchiaino chiuso (closed-tray) su singolo impianto.
Quanto tempo posso aspettare prima di colare un'impronta in PVS?
La norma ISO 4823 e la letteratura consolidata indicano che il PVS può essere colato fino a 7 giorni dalla presa senza variazioni clinicamente significative, se conservato a temperatura ambiente (18-25°C) in busta sigillata al riparo dalla luce. Il poliestere va colato entro 2-4 ore per risultati ottimali.
Il poliestere è compatibile con la scansione diretta (senza colata)?
Sì, tecnicamente. Tuttavia, la rigidità del poliestere può rendere difficile il posizionamento preciso nei supporti degli scanner da banco. Alcuni centri di fresatura preferiscono ricevere modelli in gesso per impronte in poliestere, proprio per evitare distorsioni da manipolazione.
Esistono alternative a PVS e poliestere per l'impronta fisica?
Sì: i vinilpolisilossanuri (VPS/VPSE), un'evoluzione ibrida dei PVS, offrono idrofilia paragonabile al poliestere con la stabilità del silicone. Prodotti come Identium (Kettenbach) o Affinis (Coltène) rientrano in questa categoria. Sono una valida alternativa per chi vuole unire i vantaggi di entrambi i materiali, a un costo leggermente superiore.
Come incide il materiale da impronta sulla qualità finale della protesi fresata?
L'impronta è il punto di ingresso del flusso protesico: un'impronta imprecisa produce un modello impreciso che produce un file STL impreciso. In fresatura 5 assi, le tolleranze operative sono di ±20–30 µm; se l'impronta ha già introdotto un errore di 100–200 µm al margine, nessuna macchina CNC potrà compensarlo. La scelta del materiale giusto è il primo atto di qualità nel workflow digitale.

Titolare e Responsabile Tecnico — Dentra
Odontotecnico di seconda generazione, specializzato in CAD/CAM dentale, fresatura 5 assi e progettazione di Toronto Bridge. Dal 2017 guida la trasformazione digitale di Dentra.

