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Porosità nei Restauri Fresati: Cause Nascoste e Come EliminarleAI

Porosità nei Restauri Fresati: Cause Nascoste e Come Eliminarle

Bolle, vuoti interni, superfici opache dopo la sinterizzazione: la porosità nei restauri fresati ha cause precise e soluzioni concrete. Una guida tecnica per chi vuole eliminare il problema alla radice.

Andrea Centofante13 min di lettura

In breve

La porosità nei restauri fresati deriva quasi sempre da tre fattori: difetti nel disco di partenza, parametri di fresatura errati o rampe di sinterizzazione inadeguate. Identificare la fase in cui si genera il difetto è il primo passo per eliminarlo — e spesso la soluzione è più semplice di quanto sembri.

La porosità è uno di quei difetti che si presenta in modo silenzioso: un restauro che sembra accettabile a occhio nudo, ma che nasconde vuoti interni o micro-bolle superficiali destinati a diventare punti di frattura o zone di accumulo batterico. Nella fresatura CAD/CAM — sia su zirconio che su PMMA e compositi — è un problema più diffuso di quanto si pensi, e spesso viene mal diagnosticato.

La buona notizia è che quasi sempre ha un'origine precisa, che si trova in una delle tre fasi critiche: il materiale di partenza, la fresatura stessa, o il trattamento termico successivo.


Perché la porosità è un problema clinico serio

Prima di entrare nel tecnico, vale la pena ricordare perché questo difetto merita attenzione prioritaria.

Secondo uno studio pubblicato su Dental Materials (2022), la presenza di porosità interna riduce la resistenza a flessione dello zirconio fino al 18% rispetto ai campioni privi di difetti, con una correlazione diretta tra dimensione dei vuoti e probabilità di frattura sotto carico occlusale. Nei PMMA per provvisori, il dato è ancora più marcato: le micro-bolle fungono da siti di propagazione delle cricche, riducendo la vita utile del manufatto in maniera non lineare.

Dal punto di vista microbiologico, la porosità superficiale — anche di soli 10–20 µm — aumenta significativamente la rugosità Ra, favorendo l'adesione di Streptococcus mutans e Candida albicans (fonte: Journal of Prosthetic Dentistry, 2021). Questo non è un problema teorico: è il motivo per cui i restauri porosi tendono a macchiarsi più rapidamente e a mostrare segni di deterioramento a distanza di 2–3 anni.

Nota tecnica
La porosità si distingue in interna (vuoti chiusi non visibili a occhio nudo, rilevabili solo con micro-CT o al taglio del pezzo) e superficiale (micro-aperture sulla superficie fresata o sinterizzata). Le cause e le soluzioni sono parzialmente diverse: vale la pena capire quale tipo stai affrontando prima di intervenire sul processo.

Fase 1 — Il materiale di partenza

Il primo posto dove cercare il problema è il disco o il blocchetto prima ancora che entri in macchina.

Difetti nei dischi di zirconio

Lo zirconio pre-sinterizzato (allo stato "verde") è un materiale poroso per definizione: la sua struttura è tenuta insieme da leganti organici prima della sinterizzazione finale. In questa fase, però, possono già essere presenti difetti di produzione che diventeranno visibili — o peggio, invisibili — nel pezzo finito.

I difetti più comuni nei dischi di partenza includono:

  • Stratificazione disomogenea della polvere durante la pressatura isostatica, che genera zone a densità variabile
  • Bolle d'aria intrappolate durante la compattazione, specialmente nelle zirconie multilayer dove la transizione tra strati di colore è un punto critico
  • Umidità assorbita da dischi conservati male, che crea discontinuità locali nella struttura

Come si riconosce un difetto di materia prima? Se la porosità appare sistematicamente nelle stesse zone del disco (tipicamente bordi o centro) o se compare solo con determinati lotti di fornitura, la causa è quasi certamente upstream rispetto alla fresatura.

Nella nostra rete di laboratori abbiamo incontrato questo scenario più volte, soprattutto con dischi multilayer di fascia bassa: la zona di transizione cromatica tra la parte cervicale più opaca e quella incisale traslucente presentava una densità irregolare che, dopo la sinterizzazione, si manifestava come un'area lievemente opaca e con rugosità aumentata. Cambiando fornitore — e verificando sistematicamente i certificati di conformità ISO 13356 per le zirconie di Classe 3 — il problema è scomparso.

Difetti nei blocchetti PMMA e composito

Per i materiali polimerici la situazione è diversa: i blocchetti CAD/CAM in PMMA o composito sono già completamente polimerizzati all'acquisto, e la porosità interna dipende interamente dal processo produttivo del fornitore. Blocchetti di qualità certificata, prodotti con polimerizzazione industriale ad alta pressione, hanno una struttura omogenea e densità molto superiore rispetto ai materiali polimerizati in laboratorio.

Il consiglio pratico: per i materiali polimerici, l'unica vera tutela è affidarsi a produttori con marcatura CE come dispositivo medico di Classe IIa e richiedere i dati di densità e assenza di vuoti interni (rilevabili dai relativi certificati di prodotto).


Fase 2 — I parametri di fresatura

Assumendo che il materiale di partenza sia integro, la seconda grande fonte di porosità è la fresatura stessa — o meglio, l'interazione tra utensile, velocità e geometria del pezzo.

Vibrazioni e chatter

Le vibrazioni dell'utensile durante la fresatura sono la causa più sottovalutata di micro-porosità superficiale. Quando la fresa entra in risonanza con la frequenza di taglio — fenomeno noto come chatter — genera una superficie con micro-irregolarità periodiche che, sullo zirconio pre-sinterizzato, si traducono in micro-fratture superficiali. Queste non scompaiono con la sinterizzazione: si consolidano, creando una porosità superficiale che compromette sia l'estetica che l'adesione.

I segnali di chatter sono visibili: pattern regolari di ondulazioni superficiali, rumori anomali durante la fresatura, consumo accelerato degli utensili.

Soluzioni concrete:

  • Ridurre la velocità di avanzamento del 10–15% su geometrie complesse (sottosquadri profondi, pareti verticali sottili)
  • Verificare il serraggio del disco nel mandrino — giochi anche minimi si amplificano
  • Sostituire le frese alla prima comparsa di usura apicale, non aspettare la rottura

Geometrie critiche: dove si concentra il problema

Non tutte le zone del restauro sono ugualmente a rischio. Le aree più vulnerabili alla porosità da fresatura sono:

Zona del restauroRischio porositàCausa principale
Connettori del ponte (sezione sottile)AltoVibrazioni e cambio direzione utensile
Parete assiale verticaleMedio-altoFresa in estensione massima
Zona marginaleMedioPassate finali troppo aggressive
Zona occlusale pianaBassoGeometria favorevole alla stabilità
Sottosquadri profondiAltoUtensile in flessione
Attenzione
I connettori dei ponti in zirconio sono la zona statisticamente più a rischio di porosità da fresatura. Se dimensioni il connettore al minimo consentito (es. 9 mm² in posteriore), un difetto di porosità in quella sezione può essere sufficiente a causare la frattura sotto carico occlusale normale. Sovradimensiona sempre leggermente in caso di materiali di provenienza incerta.

L'errore del "finish pass" troppo aggressivo

Un pattern che vediamo spesso è il tentativo di "recuperare" una superficie rugosa con un passaggio finale ad alta velocità. L'intuizione è comprensibile, ma il risultato è spesso opposto: un finish pass troppo aggressivo su zirconio pre-sinterizzato rimuove lo strato superficiale già compattato, esponendo una zona più porosa e meno densa. La superficie appare inizialmente più liscia, ma dopo la sinterizzazione mostra una maggiore irregolarità rispetto a un pezzo fresato con parametri più conservativi dall'inizio.


Fase 3 — La sinterizzazione

La terza fase — e spesso quella decisiva — è il ciclo di sinterizzazione. Lo zirconio pre-sinterizzato ha una struttura "verde" con circa il 40–45% di porosità volumetrica: la sinterizzazione ha esattamente il compito di eliminare questi vuoti, portando il materiale alla densità teorica (>99,5% per uno zirconio di qualità secondo ISO 13356).

Se questo processo non avviene correttamente, la porosità residua può essere significativa.

Densità residua dello zirconio in funzione della temperatura di sinterizzazione

92% 95% 97% 99% >99.5%

1350°C 1400°C 1450°C 1500°C 1530°C

min. ISO Porosità elevata Zona ottimale

Densità relativa

Andamento della densità residua dello zirconio al variare della temperatura di sinterizzazione. Sotto 99% si osserva porosità clinicamente rilevante. Dati indicativi basati su letteratura ISO 13356 e pubblicazioni di settore.

Le rampe di riscaldamento: il parametro più trascurato

La temperatura massima è importante, ma le rampe di riscaldamento sono il parametro che i laboratori trascurano più spesso. Una salita troppo rapida (es. oltre 10°C/minuto nelle fasi critiche tra 800°C e 1100°C) non permette la corretta evacuazione dei leganti organici. Questi bruciano in modo non uniforme, generando pressioni locali interne che creano vuoti nella struttura. Il risultato è una porosità interna che non è visibile dall'esterno, ma che riduce significativamente la resistenza meccanica.

Le raccomandazioni dei principali produttori di forni (Nabertherm, Ivoclar, VITA) convergono su rampe di 5–8°C/minuto nelle fasi critiche, con un plateau di debinding tra 400°C e 600°C.

Atmosfera del forno e carico

Un dettaglio spesso ignorato: il numero e la disposizione dei pezzi nel forno influenzano la distribuzione termica. Forni sovraccaricati generano zone d'ombra con temperature effettive inferiori a quella impostata, producendo pezzi con densità non uniforme. La calibrazione periodica con termocoppie di controllo — almeno ogni 6 mesi — è una buona pratica che pochi laboratori adottano sistematicamente.


Come diagnosticare l'origine del difetto: uno schema pratico

Se stai riscontrando porosità e non sai da dove partire, questo schema può aiutarti a isolare la fase critica.

Sintomo osservatoFase sospettaPrima azione
Porosità sempre nello stesso punto del discoMateriale (difetto di produzione)Cambia lotto, verifica certificati
Porosità variabile, legata alla geometria del pezzoFresatura (chatter/vibrazioni)Verifica utensili, riduci avanzamento
Porosità diffusa, superficie opaca dopo sinterizzazioneSinterizzazione (temperatura/rampe)Verifica calibrazione forno, rallenta rampe
Porosità solo sui pezzi in zone periferiche del fornoSinterizzazione (distribuzione termica)Riduci carico, verifica posizionamento
Porosità interna (visibile solo al taglio o micro-CT)Materiale o sinterizzazioneCambia fornitore + revisione ciclo termico
Porosità superficiale fine e diffusa, aspetto "sabbioso"Fresatura (finish pass aggressivo)Rivedi strategia di finishing nel CAM

L'esperienza dalla rete Dentra

Un caso che ricordiamo bene riguarda un laboratorio partner nel Nord Italia che lavorava prevalentemente ponti posteriori in zirconio monolitico e riscontrava un tasso di rifacimento insolito — circa il 6% dei manufatti presentava fratture entro i primi 12 mesi di uso clinico, concentrate invariabilmente sui connettori.

L'analisi dei pezzi rotti mostrava una superficie di frattura con pattern caratteristico: bolle di 0,1–0,3 mm visibili ad occhio nudo sulla sezione. Non era un problema di progettazione (i connettori erano dimensionati correttamente), né di occlusione.

Abbiamo ricostruito il processo: il laboratorio aveva recentemente cambiato fornitore di dischi per abbattere i costi, scegliendo un prodotto con certificazione generica e senza specifica ISO 13356:2008. I test comparativi su campioni del vecchio e del nuovo fornitore — con lo stesso ciclo di sinterizzazione — hanno mostrato una densità finale del nuovo materiale di circa il 97,8% vs il 99,4% del vecchio fornitore. Quasi due punti percentuali di differenza che, nella zona critica del connettore, si traducevano in un calo di resistenza a flessione di circa 80 MPa.

La soluzione: ritorno al fornitore certificato e introduzione di un controllo sistematico dei certificati di lotto per ogni ordine. Il tasso di rifacimento è tornato sotto l'1% nel semestre successivo.


Checklist operativa per eliminare la porosità

Prima di chiudere, una lista di controllo pratica da tenere in laboratorio (o da condividere con i partner):

Sul materiale:

  • ☐ Verificare certificato ISO 13356 per zirconie (Classe 3 o superiore)
  • ☐ Controllare le condizioni di stoccaggio (umidità < 40%, temperatura stabile)
  • ☐ Registrare il numero di lotto per ogni disco usato — permette di tracciare i difetti di produzione
  • ☐ Scartare dischi con danni visibili ai bordi o alla superficie

Sulla fresatura:

  • ☐ Ispezionare le frese ogni 10–15 ore di lavoro e sostituirle al primo segno di usura apicale
  • ☐ Verificare il serraggio del mandrino prima di ogni sessione
  • ☐ Ridurre la velocità di avanzamento del 15% sulle geometrie con connettori sottili
  • ☐ Non compensare la rugosità superficiale con finish pass aggressivi

Sulla sinterizzazione:

  • ☐ Usare il ciclo raccomandato dal produttore del disco (non un ciclo generico)
  • ☐ Calibrare il forno con termocoppia esterna ogni 6 mesi
  • ☐ Non superare il 70% della capacità nominale del forno per carica
  • ☐ Registrare il ciclo termico effettivo (temperatura, rampe, plateau) per ogni infornata

Come lavora la rete Dentra

La gestione della porosità è uno dei motivi per cui la progettazione CAD e la produzione fisica devono parlarsi — non esistere in compartimenti stagni. Quando progettiamo un restauro, teniamo conto delle zone a rischio meccanico elevato e dimensioniamo le geometrie critiche con margini di sicurezza precisi. I laboratori partner della rete Dentra seguono protocolli di produzione validati e usano esclusivamente materiali con certificazione conforme MDR 2017/745 e ISO di settore.

Se gestisci un laboratorio in overflow o non hai ancora una fresatrice, puoi affidarti alla rete Dentra per la produzione di restauri in zirconio, PMMA e compositi, con tracking dell'ordine in tempo reale e consegne in 2–5 giorni lavorativi. La piattaforma B2B su dentra.it permette di caricare i file, ricevere il preventivo automatico e monitorare ogni fase — senza telefonate.


Domande frequenti

La porosità superficiale si può correggere dopo la sinterizzazione?

In parte. Lucidatura e glazing possono ridurre la rugosità superficiale e chiudere micro-aperture molto piccole (< 5 µm), ma non correggono la porosità interna. Se il difetto è strutturale, il pezzo va rifatto.

Un forno da laboratorio economico è sufficiente o serve un forno professionale?

La temperatura massima raggiunta non è il solo parametro rilevante: uniformità termica, precisione delle rampe e ripetibilità del ciclo sono altrettanto critici. I forni professionali dedicati alla sinterizzazione dello zirconio (Nabertherm, Ivoclar, Zubler) garantiscono tolleranze di ±5°C sulla temperatura di mantenimento; forni generici possono avere scarti di ±20–30°C, sufficienti a generare porosità sistematica.

Quanto spesso devo calibrare il forno?

Almeno ogni 6 mesi con termocoppia esterna indipendente, o dopo ogni intervento di manutenzione sugli elementi riscaldanti. Alcuni laboratori più strutturati la fanno trimestrale — dipende dal volume di lavoro.

Il PMMA fresato può avere porosità interna?

Sì, ma l'origine è quasi sempre il blocchetto di partenza (polimerizzazione industriale non ottimale) piuttosto che la fresatura. Per i provvisori, l'effetto clinico più rilevante è una maggiore fragilità e tendenza alla fessurazione longitudinale sotto carico, non visibile all'ispezione visiva ordinaria.

Esiste un metodo per rilevare la porosità interna senza distruggere il pezzo?

La micro-tomografia computerizzata (micro-CT) è il metodo gold standard, ma è uno strumento da laboratorio di ricerca, non da produzione. Per la qualità di routine, il metodo più pratico è il campionamento periodico: tagliare e analizzare pezzi di controllo dello stesso ciclo di sinterizzazione ogni settimana o ogni cambio di lotto.

Andrea Centofante
Andrea Centofante

Titolare e Responsabile Tecnico — Dentra

Odontotecnico di seconda generazione, specializzato in CAD/CAM dentale, fresatura 5 assi e progettazione di Toronto Bridge. Dal 2017 guida la trasformazione digitale di Dentra.

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